New York City

Indice

Organizzazione
La Subway
Non solo hot-dog
I love shopping...

L'idea di questo viaggio nasce un anno prima, sulla costa ovest degli Stati Uniti dove il mito delle metropoli statunitensi fu offuscato dalla bellezza di inattesi paesaggi. San Francisco, Los Angeles, San Diego, Las Vegas, città che immaginavo incredibilmente affascinanti ma che dal vivo disillusero almeno in parte le mie aspettative. Fra tutte, San Francisco fu la città più piacevole. Ma se in molti la definisco come la più europea, dove è finito il mito delle metropoli americane? Ebbene la risposta ci fu data durante quel viaggio dagli stessi statunitensi i quali non fecero altro che ripeterci: "Go visit New York!!!".

Dopo pochi mesi la visita alla Grande Mela diventa realtà. Il mese è maggio (2006) periodo in cui la primavera inizia a far sentire il suo tepore (di cui non ce ne pentiremo). Per la durata optiamo per una settimana, da spendere interamente in città, senza escursioni fuori porta. In molti mi hanno allarmato sul numero di giorni, troppi da spendere a New York, ma amici newyorkesi mi hanno invece dato indicazioni opposte. Al termine della vacanza la mia idea è che New York è una città così vasta e frenetica che pochi giorni (i tipici 3 o 4 giorni che in molti le dedicano) non permettono di viverla come meriterebbe e piuttosto fanno maturare l'impressione di una città caotica, noiosa e priva di contenuti. A mio parere non è così e sette giorni sono appena sufficienti, soprattutto la prima volta durante la quale è difficile sottrarsi dalla visita delle mete classiche e spesso perditempo. La città è vastissima e, sebbene la metro sia efficentissima, spostarsi da una parte all'altra della città potrebbe richiedere tempo. Le code alle varie attrazioni sono lunghe e le misure di sicurezza anti-attentato ne rallentano l'accesso. Musei, grattacieli, negozi e centri commerciali sono di dimensioni enormi. Tutto ciò contribuisce in poco tempo allo sfinimento e diventa fondamentale prendersi il proprio tempo (take your time) passando ad esempio una mezza giornata a Central Park, magari seduti a giocare a scacchi o remando in uno dei laghi in una barchetta presa a noleggio. O ancora seduti al sole nell'atmosfera surreale di Bryant Park e se provvisti di un notebook navigando in Internet connettendosi alla rete WiFi gratuita. E se non fosse bel tempo basterà guardarsi intorno per trovare uno dei tanti store Starbucks in cui bere un buon caffè americano nell'atmosfera intima che questi locali offrono. Oppure entrare in una delle immense librerie di Barnes&Noble alla ricerca di quel libro che in Italia spesso non si trova, sfogliandolo nelle sale di lettura sorseggiando una bevanda.

La lista potrebbe continuare chissà ancora per quanto citando ad esempio le gallerie d'arte di Chelsea, i Chess Shop nel Village, gli spettacolari musical di Broadway, i negozi fashionable di SoHo (South Huston) o del Meatpacking District (fra le due zone senza alcun dubbio è imperdibile la prima), il lusso dei negozi della Fifth Avenue, il fascino dei prodotti Apple negli Apple Stores (futuristico lo store sulla Fifth Avenue, più intimo e raffinato quello di SoHo), la spettacolare veduta di Manhattan dal Brooklyn Heights, una partita di baseball allo Yankees Stadium o una partita dei Knicks al Madison Square Garden (chiamato the Garden e spesso abbreviato con MSG), ammirare il tramonto dalla vetta dell'Empire State Building.

Insomma, sicuramente New York è una città unica nel suo genere, diversa dalle altre metropoli americane e ancor di più dalle capitali europee e pertanto la chiave di visita della città è sicuramente unica. Guai ad approcciarla in modo superficiale, se ne rimarrebbe incredibilmente delusi. Per apprezzarla ed adorarla non bisogna limitarsi ad essere turisti ma bisogna provare ad essere anche un pò newyorkesi. Ed allora l'eccitazione salirà a mille e sette giorni saranno pochi. Per me è stato così e sei mesi dopo non ho potuto fare a meno di tornarci e vederla coi suoi sfavillanti addobbi natalizia. Ed ora che sono qui a scrivere ne ho già una incredibile nostalgia.

Organizzazione

Ecco qualche dettaglio che potrebbe essere utile per l'organizzazione. Sul volo c'è poco da dire se non che in uno dei quattro voli che ho preso (in particolare il Roma-New York di dicembre) ho trovato persone che anno speso un buon 50% in più avendo acquistato il biglietto con scarso anticipo (una paio di settimane prima del volo loro, 4 mesi prima io).

Per quanto riguarda invece l'alloggio ho vissuto due esperienze diverse. A maggio ci lasciamo sfuggire un appartamento consigliato da amici, e ci infiliamo nel tunnel della ricerca di alberghi e appartamenti. Spendiamo un bel pò di giorni per valutare svariati B&B e gli appartamenti offerti dall'agenzia New York Urban Living senza trovare una soluzione che soddisfacesse tutti. Quando poi (circa 3 mesi prima della partenza) proviamo a contattare un pò di alberghi, ci rendiamo conto che la situazione non è delle più promettenti. L'avventura finisce con la prenotazione del Grand Union Hotel, albergo che ha dalla sua l'ottima posizione (due blocks dal Empire State Building e un block dalla Subway) e null'altro.

Per dicembre invece ci organizziamo per tempo e prenotiamo (già ad agosto) l'appartamento che ci siamo lasciati sfuggire sei mesi prima. Questo appartamento è in Hoyt Street (Brooklyn) in una tranquilla zona residenziale (Carroll Gardens) ricca di schiere di appartamenti a due piani realizzati in classici mattoni marroni (brownstones) con piccoli giardini ad arricchirne l'ingresso. Qui sembra di essere in un sobborgo di Dublino e le origini storiche del quartiere ne danno una spiegazione. La zona è inoltre ricca di ristorantini tipici su Smith Street e Carroll Street. Il quartiere è collegato a Manhattan dalla linea F: durante gli orari di normale attività della metropolitana il Financial District di Manahattan si raggiunge in circa 10 minuti e Midtown in 15/20 minuti. L'appartamento al primo piano dispone di tre camere da letto (una con terrazzo), un soggiorno con angolo cottura e camino, e (purtroppo) un solo bagno. Il parquet chiaro, le pareti grezze che mostrano i mattoni nudi e l'arredamento arricchito da pezzi di antiquariato creano un'atmosfera intima in cui magari rilassarsi una sera mangiando un'ottima pizza che va rigorosamente ordinata da Giardini Pizzeria in 363 Smith St (pizzaiolo palermitano). La proprietaria dell'appartamento è Florenza, graziosa italo-americana che gestisce un'agenzia di viaggi situata a pochi metri dall'appartamento. Ecco i contatti: Alkamar Realty & Management, tel. 001-718-855-3102, email flolov2000@aol.com.

La Subway

La Subway di New York a mio parere merita alcune parole. A primo impatto non sembrerà eccisavemente rassicurante, i suoi odori spesso non risulteranno piacevolissimi e l'atmosfera non sarà affiscinante come l'elegante Tube di Londra, ma dopo averla usata per un paio di giorni si capirà di non poterne fare a meno. Efficientissima e rapida, la Subway copre praticamente ogni palmo di Manhattan connettendola agli altri boroughs. La convenienza (ad esempio solo 24 dollari per una settimana) e la sua capillarità danno una mano enorme a Manhattan che in alternativa collasserebbe per il traffico.

Le sue 25 e più linee le prime volte disorienterebbero chiunque. Ma alcuni consigli pratici e la grande disponibilità dei newyorkesi ad aiutare un turista che fissa una mappa per più di 30 secondi, sono gli ingredienti giusti per cavarsela. Innanzi tutto bisogna ricordare che ciò che noi abitualmente chiamiamo linea per loro è il train (ad esempio F train), ogni altro nome non sarà capito. Detto ciò, dopo aver acquistato i biglietti presso una biglietteria o un chiosco pagando tramite carta di credito, occorre chiedere una mappa presso una biglietteria (meglio quella grande, anche se scomoda, perchè riporta le fermate per tutte le linee). Le linee della metro sono identificate in modo unico da lettere o numeri, e in più hanno un colore associato che può essere condiviso da più linee. Linee che condividono uno stesso colore (ad esempio il blue per le A-C-E) hanno un tratto di percorrenza in comune. Però attenzione, solo alcune linee potrebbero fermare a tutte le stazioni (ad esempio le linee C-E) mentre altre fermano solo alle intersezioni con altre linee (ad esempio la linea A). Le stazioni dove fermano tutte le linee sono identificate da un pallino bianco, altrimenti il pallino è nero. Un'altra faccenda di cui bisogna tener conto è la direzione del treno. Tipicamente la direzione viene identificata dal borough (ad esempio Queens, Brooklyn) o da una parte del borough (ad esempio Midtown, Downtown). Seguendo sulla mappa la direzione della linea si intuisce facilmente anche la direzione del treno. Per alcune stazioni potrebbe essere necessario capire la direzione ancor prima di scendere le scale, poichè non tutti gli ingressi conducono ad entrambe le direzioni.

Ultimissima raccomandazione: a noi è capitato di aver superato i tornelli strisciando il nostro abbonamento settimanale, per poi uscire subito dopo perchè avevamo dimenticato qualcosa in albergo. Provando dopo un paio di minuti a rientrare, il tornello non ha accettato la carta ed abbiamo dovuto attendere circa 10 minuti prima che la carta fosse accettata nuovamente.

Non solo hot-dog

Prima di azzardare qualsiasi giudizio sulla cucina newyorkese è doveroso fare una premessa. La mia esperienza di soli 14 giorni nella città non è certamente sufficiente per fornire una recensione corretta, completa e aggiornata. Ma il mio obbiettivo non è certo questo. Proverò soltanto a fornire una breve selezione fra le cucine che ho provato, tentando di esaltarne le qualità che hanno fatto colpo su un turista (per giunta italiano).

Sebbene non abbia una cultura culinaria sofisticata e virtuosa come quella francese che giustifichi una visita alla città dettata esclusivamente dalla cucina, New York non mancherà sicuramente di soddisfare il palato. Alcuni immancabili pezzi forti del menù americano e l'apertura alle cucine di ogni dove costituiscono le fondamenta su cui si struttura l'offerta culinaria. E non sarà quindi difficile gustare hot dog e hot sausage strepitosi per pochi dollari, oppure hamburger di una squisitezza sconcertante (ben lontana dal prodotto hamburger esportato qui in Europa), e cosa dire di french toast imbevuti nello sciroppo d'acero e dei bagel appena tostati farciti con burro e marmellata. E non deluderà la cucina italiana e l'ottima pizza, la cucina cinese (molto meno convenzionale rispetto a quella che abbiamo noi in Italia), la cucina giapponese (ultimamente di gran moda e non poco costosa) e cosa dire del Tex-Mex. La ricerca del posto giusto non sarà facile e spesso occorrerà bilanciare tra la qualità, la folla che riempie il locale e quanto il posto stia vivendo il suo periodo di gloria grazie all'effetto novità.

Detto ciò ecco la mia breve selezione: enjoy your meal!!!

  • Burger Joint
    118 W 57th St (fra 6th e 7th, all'interno del Le Parker Meridien).
    Fino ad oggi il posto dove ho mangiato indubbiamente il miglior hambuger di New York. Questo minuscolo locale è all'interno dell'albergo Le Parker Meridien: entrati nell'albergo è praticamente invisibile ma se ne sente già il profumo. Appena entrati nella hall, procedendo paralleli alla reception, sulla sinistra si scoverà un angusto e buio corridoio dove con molta probabilità ci sarà già la coda per l'ordinazione. Un suggerimento? Non mollare: la coda avanza rapidamente e i venti minuti di fila saranno presto dimenticati dopo il primo morso.
  • Heartland Brewery & Rotisserie
    355 5th Avenue (presso l'Empire State Building).
    Questa catena di birrerie conta cinque locali sparsi per la città di cui uno presso l'Empire State Building. La cucina è buona ed il posto è ideale per seguire eventi sportivi in TV. Ovviamente la scelta di birre è ampia, fra cui si può provare una degustazione di birre (beer samplers) differentemente aromatizzate (ad esempio Voyage of Beer).
  • Bubby's Pie Co.
    120 Hudson Street (Tribeca).
    Il locale è di quelli vecchio stile, arredato in legno un pò ovunque e con le vetrine sulle strade di Tribeca dove la vita notturna non è certo il massimo del fervore. Ma questo locale, al di là della sua gradevoloezza, cucina eccezionali chicken wings: piccantissime, carnose e ben grigliate, semplicimente indimenticabili.
  • Rare
    228 Bleecker Street (West Village ai confini di Soho).
    E' un pub che fa ottima cucina americana e talvolta ospita anche musica dal vivo. Il Burger Trio è un'ottima scelta per assaggiare piccoli hamburger preparati in modi differenti, e gli amanti delle patate fritte non possono non ordinare il French Fry Tasting Basket. Il pub è a due minuti a piedi dal famoso Blue Note.
  • Fanelli's Cafe
    94 Prince Street (Soho).
    E' un pub/ristorante che, a dispetto del nome, propone ben poco dei sapori italiani di una volta. Ad ogni modo fra le mura di questo storico locale si gusta nella penombra una buona cucina osservando le persone cariche di shopping che scorazzano su e giù Prince Street. Il servizio si distingue per la poca cortesia, ma ci si può passare sopra.
  • Matsuri
    369W 16th Street (Chelsea).
    Questo ristorante giapponese si scorge a malapena dall'esterno, ma scendendo in quello che a prima vista si direbbe uno scantinato, si rimane sopresi dall'eleganza tutta orientale. Non giudico una cucina che personalmente mi sorprende sempre poco, ma la cornice in cui si degusta sushi e sashimi merita una visita. La prenotazione è d'obbligo.
  • Sweet-n-Tart
    20 Mott Street (Chinatown).
    Dopo aver sudato sette camicie per intenderci con il cameriere cinese, siamo stati premiati da una strepitosa sequenza di buonissime pietanze. A Natale il ristorante non era più lì (affitto scaduto), ma varrebbe sicuramente la pena scoprire se hanno aperto da qualche altra parte.
  • Bagels by the Park
    323 Smith Street (Carroll Gardens, Brooklyn).
    Con molta probabilità non sarà di strada (almeno che non si soggiorni a Carroll Gardends), ma se doveste passare dalle sue parti, vale la pena fare colazione in questo tipico bar dove, sebbene le ordinazioni non hanno mai sosta, la qualità è sempre ottima. Appena scoperto, è diventato il bar di fiducia per le nostre irrinunciabili colazioni newyorkesi. Bagels e French Toasts strepitosi.

I love shopping...

Sarà un sacrilegio e contraddirà il decalogo del perfetto viaggiatore, ma il desiderio sfrenato di shopping è uno degli elementi che renderà New York adorabile. Lo voglia di shopping a New York si respira praticamente ovunque. Tutto è commercializzato in un qualche modo, e sarà facile costatare che un qualsiasi negozio che ambisce a sopravvivere nulla è lasciato al caso. L'interior design è curato in modo maniacale ed è considerato importante quanto la merce proposta. Ed allora girare per negozi non significa soltanto acquistare, ma anche godere anche dell'atmosfera cool del posto. Rendere estremamente facile e immediata la spesa è un'arma ben sfruttata dai commercianti di New York. E guai ad essere appassionati di un genere di merce e poi trovare il negozio specializzato: da lì sarà difficile fuggire a mani vuote.

Ma a compensare la "pericolosità" di una macchina così perfetta, ci sono un paio di fattori a nostro deciso favore. Innanzi tutto l'euro superforte di questi ultimi tempi unito alla inflazione che abbiamo vissuto negli ultimi anni in Italia rende tutto incredibilmente economico. Ed allora non sembra vero poter acquistare un paio di Nike in piena 5th Avenue a metà del prezzo, potendo inooltre scegliere fra una infinità di modelli e colori. Un altro fattore a favore è la domanda/offerta molto più dinamica per alcune categorie di prodotti (come ad esempio l'elettronica) che porta ad una ulteriore discesa dei prezzi. Per intenderci, se oggi in Italia l'iPod (e prodotti equivalenti) è un prodotto ancora di nicchia, a New York in particolare si fa fatica a trovare una persona che non abbia un paio di auricolari ficcati nelle orecchie.

I tanti quartieri di Manhattan propongono spesso contesti completamenti diversi l'uno dall'altro. La 5th Avenue è il salotto di New York, la vetrina per le maggiori firme e la sede di negozi esclusivissimi. Ma fare acquisti sulla quinta strada non è solo per pochi privilegiati (salvo alcune eccezioni) e non mancano certo negozi alla portata di tutti. E laddove un negozio o un centro commerciale sfoggi un'eleganza che lasci presagire potenziali scontrini con molti zero (come ad esempio la Trump Tower o i magazzini Sax), vale la pena entrare per fare un giro ed ammirare il lusso sfrenato. La 5th Avenue da South Central Park fin giù verso la 40th sfoggia circa un chilometro di stupende vetrine alla base di vertiginosi grattacieli. Il culmine della folla e dello sfarzo è nel periodo pre-natalizio che parte dal Thanks Giving (30 novembre), giorno in cui le vetrine dei maggiori centri commerciali vengono rivelate al pubblico e il gigantesco albero di Natale del Rockfeller Center viene illuminato. Partendo da Central Park (F-train 57th St/6th Av) si incontra immediatemente la futuristica costruzione dell'Apple Store, dove una sosta è d'obbligo per gli amanti (e non) dei prodotti Apple. A livello della strada un cubo di vetro