Si parte da Las Vegas destinazione Bryce Canyon. Ma prima di lasciare Las Vegas, ci tocca risolvere un piccolo problema: già dopo una settimana di viaggio le memorie delle nostre macchine fotografiche sono piene. Fortunatamente scopriamo che la catena di supermercati Walgreens, presente praticamente in tutte le zone che abbiamo toccato, offre tra gli altri un servizio di masterizzazione di foto digitali su compact disc. Tramite un chiosco elettronico, inserendo la memoria della propria macchina fotografica è possibile visualizzare tutte le foto e avviare la richiesta di masterizzazione. Tempo 45 minuti ed al costo di $3 il compact disc, con tanto di stampa di preview delle foto, è pronto: ottima alternativa alle costose memory card!
Lasciamo Las Vegas la mattina e prendiamo l'interstate numero 15 che ci porterà in direzione nord-est verso lo stato dello Utah. Il paesaggio è prevalentemente desertico e onestamente incominciamo a preoccuparci che diventi una costante per le tante miglia che percorreremo. E invece, appena lasciato il caldo Nevada e dopo poche miglia in Arizona, lo Utah ci accoglie immediatamente con una fresca e piacevole pioggia e paesaggi totalmente diversi. Le piane desertiche lasciano lo spazio a distese verdi dominate dalla meravigliosa catena montuosa Grand Staircase. Questa costante che domina e colora lo stato, ci accompagnerà per tutte le strade che percorremo senza mai annoiarci, facendo a mio parere dello Utah lo stato più bello fra quelli visti.
Percorriamo diverse miglia ammirando immense praterie in cui pascolano liberamente mandrie di mucche e piccoli centri abitati dal tipico sapore western. Arriviamo verso ora di pranzo all'ingresso dello Zion National Park. Questo parco fortunatamente è attraversato dalla strada che porta al Bryce, pertanto è tappa obbligata. Lo si attraversa in circa un'ora in auto percorrendo una strada asfaltata volutamente realizzata di un colore rossastro per non stonare con il paesaggio circostante. Ammiriamo panorami incredibili grazie alle sue colline pietrificate di colore ocra levigate sapientemente dalla natura e ad imponenti archi e gallerie naturali. Vale la pena parcheggiare l'auto per un pò ed incamminarsi per una di queste colline pietrificate per poi fermarsi a contemplare la bellezza maestosa del parco e apprezzare il silenzio in cui il parco è avvolto.
Proseguimo verso l'uscita e non abbiamo il tempo per scambiare le nostre positive impressioni sul parco, che ci troviamo su una lunga discesa di circa 10 miglia dominata dalla Grand Staircase che ancora una volta ci lascia senza fiato. Facciamo una sosta ad un piccolo market che addirittura ci propone un caffè espresso targato "Italia d'Oro": meglio non fidarsi. Ripartiamo in fretta con la speranza di arrivare al Bryce prima del tramonto. Ma prima attraversiamo il Red Canyon nella Dixie National Forest. Questa volta il paesaggio ci offre uno spettacolo diverso ma altrettanto affascinante: stratificazioni rocciose di un rosso intenso che assumono forme singolari. Alcune sembrano scolpite dall'uomo e raffiguranti enormi totem.
Finalmente troviamo le indicazione del Bryce Canyon National Park e c'è ancora luce. Allora decidiamo di non fermarci in albergo ma di andare subito a scoprire cosa ci offre il parco. Superato l'ingresso del parco ci dirigiamo in auto verso il view point più vicino, il Sunrise Point, parcheggiamo e ci incamminiamo alla sua scoperta. E all'improvviso qualcosa di incredibile appare nella sua immensità e maestosità: un enorme canyon a forma di anfiteatro al cui interno si stagliano inummerevoli guglie e pinnacoli che per magia sono lì in equilibrio uno a pochi metri dell'altro. E restiamo senza parole per minuti cercando di apprezzare nel suo insieme l'intero canyon cosa praticamente impossibile data la sua grandezza. La nostra ammirazione è però interrotta da improvvisi tuoni e da un imminente temporale, ed allora scappiamo in macchina diretti verso l'albergo sperando che l'indomani il sole non ci tradisca.
L'albergo che abbiamo scelto per questa tappa è il Best Western Ruby's Inn albergo definito come storico, ma a noi è parso più che altro datato. La scelta è abbastanza obbligata se si desidera sostare nelle immediate vicinanze del parco, poichè oltre a questo albergo c'è il Bryce View Lodge e un campeggio, per il resto solo natura. L'albergo inaugurato negli anni 20, si è via via espanso fino a contare ben nove lodge. Le camere sono tutte queen doppie molto spaziose e spartane, ma confermano gli standard di qualità Best Western. Inoltre l'albergo ha un grande ristorante e uno store abbastanza carino dove non mancano tipici souvenir indiani. La sera per cena abbiamo pensato di evitare il ristorante dell'albergo che, nonostante affollato, ci sembrava una scelta troppo ovvia. Ci ricordiamo allora di aver visto la Foster's Steak House sulla Hwy 12 a poche miglia dall'albergo e decidiamo di provarla: pessima idea, la carne che ci hanno servito era veramente anonima.
L'indomani facciamo colazione in albergo e partiamo per la visita del parco. Il parco offre un percorso in auto di circa 18 miglia che costeggia gran parte del rim offrendo diversi view point tutti meritevoli di una sosta. Di incredibile bellezza sono il Natural Bridge dove è presente un arco naturale e il Rainbow Point da cui si domina l'intero parco dall'alto. Da non perdere anche l'Inspiration Point che, sebbene richieda una breve ma faticosa scalata, si affaccia sulla parte più suggestiva del canyon. Il parco offre molti percorsi da fare a piedi o a cavallo, tra cui quello che porta dal Sunset Point al Sunrise Point che scende sotto il rim e permette di ammirare il parco dal basso. Purtroppo il percorso era in parte chiuso, probabilmente per la pioggia del giorno prima, e abbiamo potuto percorrere solo un piccolo tratto comunque di notevole suggestione. A questo punto, siccome ci tocca un lungo viaggio fino a Page, ci tocca andar via consapevoli di abbondare troppo in fretta un ineguagliabile capolavoro della natura che meriterebbe sicuramente più tempo.


























