Per la visita del Grand Canyon abbiamo pensato di spendere due giorni, ma provare a trovare una camera all'interno del parco due mesi prima è praticamente un'impresa impossibile. Le guide consigliano di prenotare alberghi ed escursioni con almeno un anno di anticipo e visto che non è stato il caso nostro, abbiamo pensato di cercare l'albergo nei dintorni. Leggendo la guida ci rendiamo conto che i paesi più vicini sono Flagstaff e Williams, ma troviamo anche Sedona circa a 30 miglia a sud di Flagstaff. Questo piccolo paesino turistico si distende in una piccola vallata bagnata dal torrente Oak Creek ed è circondata da splendite montagne rosse che la rendono incredibilmente suggestiva. Praticamente quasi tutti gli edifici della città sono alberghi, negozi, gallerie d'arte e ristoranti. Gli alberghi sono di gran lusso e sfruttano a pieno gli scorci della natura offrendo immense piscine e camere con vista mozzafiato. Ovviamente tutto ciò fa di Sedona una località abbastanza costosa, ma per noi che venivamo da centinaia di miglia macinate senza sosta si è rivelato il posto giusto. L'albergo che ci ha ospitato è il Best Western Arroyo Roble Hotel il quale rispetta gli standard di Sedona ma è comunque non costosissimo. L'albergo, sebbene i precedenti Best Western non eccellessero, è di ottima qualità e offre due piscine immerse nel verde e nella tranquillità, un piccolo centro benessere con sauna e bagno turco e varie strutture sportive. La sala colazione è molto piacevole e ricca di buone cose. Non mancano sale relax con biliardi, sale lettura e accesso a internet, insomma tutto ciò che serve per rilassarsi a dovere è lì.
Tanto confort e relax ci induce a spendere l'intera giornata di ferragosto a Sedona per recuperare un pò di energie. La giornata vola via fra tuffi in piscina e rilassanti saune, e chiacchierando piacevolmente con turisti americani che appena si accorgono che veniamo dall'Italia mostrano tutta la loro espansività e cordialità. La sera facciamo un giro per negozi: se si è alla ricerca di un indumento country come cappelli, giacche o stivali questo è il posto giusto per la varietà, ma non certo per il costo. Al termine del "no-shopping" è ormai ora di cena e partiamo per Prescott. Questa città, come descritta dalla guida, conserva intatte le tracce del suo passatto di selvaggio West con antichi saloon e nostalgici dello stile cowboy. Interessante? Sicuramente, se non fosse per la strada che tocca fare per arrivarci da Sedona. Fino a Jerome, paesino singolare, la strada 89A scorre tranquillamente dopodichè tocca scalare una montagna con una serie infinita di tornanti, senza incontrare un'anima e nel buio pesto. Dopo circa un'ora di curve non sapendo bene cosa ci aspettase ancora per arrivare a Prescott, decidiamo di tornare indietro e ciao ciao old west city. Nella sosta a Sedona abbiamo cenato al Red Planet Diner un pub molto carino incentrato sugli extra-terrestri che espone centinaia di foto e articoli su avvistamenti di UFO. Indimenticabile il simpaticissimo cameriere che fra una chiacchiera e l'altra si esibiva in una risata mostruosa che ad ogni buona occasione ripeteremo per il resto del viaggio.
E' tempo di lasciare Sedona e finalmente visitare il Grand Canyon National Park, il parco degli Stati Uniti più visitato. Il parco è tagliato in due dal Colorado River che ha formato due sponde: il South Rim e il North Rim. Sebbene queste due sponde in linea d'area siano a poche miglia di distanza, esse non sono collegate da una strada diretta e per raggiungere un rim partendo dall'altro occorre girare attorno al parco per più di 200 miglia. Almeno che non si abbiamo molti giorni a disposizione, occorre quindi scegliere un rim e di solito la scelta cade sul South Rim in quanto più accessibile. L'accesso al South Rim può avvenire tramite due strade: l'Hwy 64 da Williams, oppure percorrendo l'Hwy 89 ad est del parco si incrocia l'altro capo dell'Hwy 64. Provendendo da Sedona la strada più logica sarebbe stata la prima, ma grazie alle fantastiche insegne del parco più famoso degli Stati Uniti che ovviamente non abbiamo trovato, siamo finiti sulla seconda strada. E tutto sommato non è stato un male. Infatti, sebbene abbiamo allungato il percorso di un'altra mezz'ora d' auto, entrando ad est del parco abbiamo potuto percorrere circa 15 miglia di strada che ci ha offerto numerosi memorabili view point. Il panorama che si osserva da queste terrazze è ovviamente strabiliante anche se diverso da come me l'aspettavo. Il Colorado River è ben lontano e si scorge quasi a fatica ed il solco scavato dal fiume è praticamente sovrastato dalle formazioni rocciose circostanti. Percorrendo tutta la strada arriviamo al Grand Canyon Village dove ci fermiamo per uno spuntino: qui mangiamo un ottimo hot dog e patate fritte. Da qui poi c'è ancora poca strada da percorrere in auto, dopodichè tocca parcheggiare è prendere un autobus navetta che va avanti per altre 5 miglia. Questi autobus passano con cadenza di un quarto d'ora circa e impiegano più di un'ora per fare l'intero percorso. I pittoreschi autisti commentano i vari view point incontrati ed è possibile scendere ad ognuno di essi e prendere il successivo autobus per proseguire il percorso oppure tornare. Ci facciamo consigliare la sosta da cui si osserva più da vicino il Colorado River: il Pima Point. Qui contemplando il fantastico panorama incontriamo un piccolo scoiattolo che se ne sta tranquillo su uno spuntone a picco sul canyon a sgranocchiare una ghianda. E non si lascia intimorire quando Roberto, sprezzante del pericolo strapiombo, gli si avvicina: guadagniamo una foto memorabile.
Non c'è più tempo poichè ci tocca tornare a Las Vegas. Diamo solo un'occhiata ai lunghi percorsi che portano giù nel canyon come ad esempio il famoso Bright Angel Trail. Questi percorsi sono incredibilmente impegnativi e lo testimoniano i cartelli al loro ingresso che mettono in guardia sulla loro difficaltà raccontando di persone che avventurandosi senza oppurtune precauzioni non sono più riuscite a tornare. Molti di questi percorsi devono essere spezzati in più giorni dormendo in un campeggio nel canyon (la prenotazione è obbligatoria). E' possibile anche fare questi percorsi sui muli, ma è richiesta un'ottima conoscenza dell'inglese per poter seguire le istruzioni della guida. Insomma, anche questo parco richiederebbe più di un giorno, magari una settimana, per raggiungere ad esempio il Colorado River e gustarsi un barbeque sulle sue sponde, fare rafting, visitare il canyon in elicottero (cosa suggestiva ma non poco pericolosa, non pochi elicotteri precipitano a causa delle strani correnti del canyon) o ancora ritornare a Williams in treno prendendo la Grand Canyon Railway. Ma soprattutto ci tocca salutare l'ultimo parco visitato e questo lo facciamo con grande tristezza, sapendo di aver visto fra i più incredibili capolavori della natura.

























