Lasciamo lo stupefacente Bryce Canyon e ci mettiamo in viaggio verso Page in Arizona. La strada da percorre è lunga e per di più non abbiamo alcuna prenotazione per la notte. Le nostre ricerche sul web del mese prima hanno dato esito negativo: tutto prenotato! Pazienza, improvviseremo. Ripercorriamo a ritroso parte della Hwy 89 fino a poi dirigerci verso est in direzione Kanab. La strada è piacevolissima e non mancano le sorprese. A Kanab ci fermiamo per uno spuntino all'ottimo Rocking V Cafe. Dopodichè ripartiamo attraversando praticamente il nulla fino ad arrivare in Arizona al Glen Canyon National Recreation Area e fermarci ad ammirare da un view point il Lake Powell che ha come sfondo la Navajo Indian Reservation. Questo lago offre una marea di attività, fra le quali in primis la visita del Rainbow Bridge National Monument l'arco naturale più grande al mondo che raggiunge l'altezza di 30 metri. Quest'arco, considerato un posto sacro dagli Indiani Navajo, è raggiungibile tramite un battello che naviga il lago (circa 50 miglia) o addirittura a piedi o a cavallo (circa 14 miglia). Purtropo questa escursione richiede almeno un'intera giornata e ci tocca aggiungerla alla lista delle escursioni del prossimo viaggio.
Arriviamo a Page un piccolo paesino al confine fra Utah e Arizona che offre poco ma è comunque in una posizione abbastanza strategica sia per la vicinanza al Lake Powell sia per chi come noi fa il giro dei parchi in questi stati. E infatti gli alberghi sono stracolmi, ma fortunatamente, probabilmente aiutati dalla previsione di pioggia che scoraggia gli americani a passare un weekend sul lago, riusciamo a trovare due camere libere al Best Western At Lake Powell. Ci rinfreschiamo un'oretta nella minuscola piscina dell'albergo e ci organizziamo per la cena. Chiediamo consiglio al personale alla reception che indica il ristorante Ken's Old West a due passi dall'albergo. Questo posto è da non perdere: il ristorante è un vero e proprio saloon western con musica country dal vivo che anima piacevolmente la serata e ospiti in allegria che ad ogni canzone ne approfittano per ballare davanti al palco. Il prime rib accompagnato da una gigante patata è ottimo e sarà forse la carne più buona mangiata durante l'intero viaggio.
Il giorno dopo secondo i programmi dovremmo dirigerci a sud verso il Grand Canyon e poi ancora più a sud a Sedona, dove abbiamo due notti prenotate. Ma ormai da diversi giorni, ci ronza l'idea di deviare verso la Monument Valley che in molti ci hanno detto imperdibile. Proviamo a fare due conti cartina alla mano e ci rendiamo conto che saltano un pò tutti i programmi e la cosa non ci dispiace: evviva l'improvvisazione! Poichè da Page per la La Monument Valley ci tocca fare la Hwy 98, dobbiamo purtroppo rinunciare alla visita dell'Horseshoe Bend una fantastico canyon a forma di ferro di cavallo scavato dal Colorado River che si trova seguendo da Page la Hwy 89 verso sud. Dopo circa un'ora e mezza di auto sulla Hwy 98 prendiamo la Hwy 163 che in mezz'ora ci porta finalmente all'ingresso del parco.
Il Monument Valley Navajo Tribal Park non fa parte del circuito dei National Parks poichè all'interno dei confini della Navajo Indian Reservation e per questo motivo l'ingresso al parco ci costa altri $5 a persona più $5 per l'auto, per un totale di $25. Sebbene il costo dell'ingresso è praticamente la metà del costo per vedere tutti in national parks degli Stati Uniti, la spesa non sarà rimpianta. Questo meraviglioso parco, oggi famoso per i tanti film western girati, ha come caratteristica singolari montagne a cui l'erosione del vento ha data la ben nota forma. L'ingresso al parco permette di percorre diverse miglia di strada sterrata e sconnessa abbastanza impegnativa che si attraversa senza eccessive difficoltà con un fuoristrada, mentre con l'auto diventa molto più impraticabile. In alternativa è possibile fare un tour con una specie di autobus scoperto con la garanzia di ritornare completamente impolverati di terra rossa. Fra tutti parchi visti, la Monument Valley è fra quelli che meglio si lascia visitare. In tre o quattro ore si riesce a vedere quasi tutto. Gli scorci sono incredibilmente suggestivi ed è fantastico il contrasto del cielo azzurissimo con le montagne di colore rosso. Oltre alle caratteristiche montagne, vediamo altre bellissime formazioni montuose come le tre sorelle, i vari elefanti e i classici enormi massi in bilico a mezzo metro dal suolo poggiati su meno fortunati sassi che ne sorreggono l'intero peso. Ci fermiamo a consumare il nostro pranzo a sacco nel bel mezzo di questo spettacolare scenario: è la pace dei sensi. Anche qui è possibile organizzare passeggiate a cavallo, anche se gli amici incontrati a San Francisco ci hanno raccontato che loro ci hanno provato ma, una volta in sella, hanno dovuto rinunciare poichè i cavalli erano abbastanza irrequieti.
Al termine del giro nel parco, ci fermiamo alla piccola shopping area del parco per dare un'occhiata a caratteristici souvenir e guardare per un ultimo quarto d'ora l'incredibile panorama. Ci piacerebbe restare ancora ad ammirare il tramonto dichiarato da molti incredibilmente suggestivo. E ancora di più ci piange il cuore di non poter arrivare al non tanto lontano Arches National Park, da molti ritenuto il più bello fra i parchi nello Utah, o andare a visitare gli antichi siti del Mesa Verde National Park in Colorado. E quindi, nuovamente in auto per attraversare mezzo stato dell'Arizona verso Sedona.



















