Ci siamo, inizia la scoperta dei National Parks. Però visto che siamo già da ben due giorni negli Stati Uniti e non abbiamo ancora fatto shopping, decidiamo di stravolgere il piano della giornata facendo una, diciamo, piccola deviazione verso l'outlet più vicino. Prendiamo di mira il Gilroy Premiun Outlets a Gilroy (circa 100 miglia a sud di San Francisco percorrendo l'Highway 101) zona di coltivazione dell'aglio e si sente. Se c'è necessità di fare acquisti quest'outlet merita una visita. E' suddiviso in quattro aree shopping di circa 150 negozi e le firme non mancano: Ralph Lauren, Timberland, Nike, Rebook, DKNY, Merrell e Levi's per citarne alcune. Gli sconti non sono certo incredibili, ma dedicandosi si trovano buoni affari, e lo diventano ancora di più quando si converte la spesa da dollari in euro. Insomma, mezza giornata l'abbiamo passata qui entrando e uscendo freneticamente dai negozi e comprando un pò di tutto. E' ormai pomeriggio e dopo una sosta da In'n'Out ci mettiamo in viaggio per Yosemite. A proposito di fast food, la maggior parte offre il refill gratuito della bavanda: in sostanza se ne compra una e la si riempie ai distributori quante volte ti pare, non male.
Dicevo, si parte per Yosemite, e da Gilroy inizia un viaggio interminabile. Fino al ritorno a San Francisco la strada è abbastanza trafficata, nonostante sfruttiamo la corsia riservata per i Car Pool cioè auto con un minimo di due persone a bordo. Ma soprattutto da San Franscisco a Yosemite scopriamo che le strade americane (Highway on Interstate che siano) hanno proprio il minimo delle indicazioni e qualche volta anche meno. Fortunatamente la strade di collegamento sono contrassegnate dalla loro direzione cardinale (nord, sud, ovest ed est) e potrete fidarvi che per centinaia di miglia la direzione sarà proprio quella. E così, anche se più di una volta sbagliamo strada, ce ne accorgiamo solo dopo poche miglia guardando la bussola elettronica in dotazione con l'auto. A proposito degli accessori auto, oltre alla bussola elettronica abbiamo trovato altri indicatori che sono stati fondamentali per tutto il viaggio. Ad esempio l'odometer che indica le miglia trascorse dall'ultimo reset e spesso quando si chiedono indicazioni, gli americani consigliano di tenerlo d'occhio (watch the odometer). Un altro indicatore fondamentale è quello che segnala quante miglia mancano all'esaurimento del carburante, poichè le stazioni di rifornimento sull'equivalente delle nostre autostrade non esistono e tantomeno sono indicate le miglia mancanti alla stazione successiva. Per fare rifornimento bisogna arrivare ad una uscita (che corrisponde ad un centro abitato), uscire e cercare una stazione di rifornimento. Ultima nota sullo sterio. Onestamente con tutta la musica americana che ci arriva in Europa, pensavo di trovare stazioni radio di buona qualità. In realtà, non ce ne sono poi tante, e fortunatamente ci si salva con un pò di buona e diffusissima musica country. In alternativa, buona cosa sarebbe portarsi un CD stracolmo di MP3 visto che tipicamente i CD player sono abilitati alla loro lettura.
Poco alla volta ci lasciamo indietro San Francisco, e già quando prendiamo l'Hwy 120, anche nota come Yosemite road, ci rendiamo conto che il paesaggio magicamente cambia miglio dopo miglio. La terra preda delle costruzioni, inizia a far posto a panorami incontaminati. Il tramonto offre tutti i suoi incredibili colori e sembra non voler terminare. Le highway dalle numerose corsie, diventano timide strade ad una corsia che rispettano il suolo su cui sono state costruite. E le città non sono più metropoli ma piccoli deliziosi centri abitati. La nostra meta è nei pressi di Groveland, paesino a mezz'ora di auto dall'ingresso ovest del parco. Il lodge che abbiamo prenotato si chiama Friends of Yosemite ed è stato sicuramente il posto più carino e gradevole dove abbiamo pernottato. Il lodge è praticamente una villa di campagna interamente in legno e mattoni ed immerso nel verde dei boschi. Dispone di due camere ed un appartamento che sono una vera delizia: arredate con cura e gusto e curate nei minimi particolari. Il materasso del letto stracolmo di cuscini è semplicemente divino. La mattina, la proprietaria Denise, ci ha cucinato e servito in veranda una deliziosa colazione americana a base di french toast, bacon, uova strapazzate e salsiccia, eletta migliore colazione del viaggio. Inoltre Denise a fine colazione, ci spiega i percorsi ideali del parco in base al tempo che abbiamo ed alle nostre preferenze e senza chiederle nulla al check-out ci fa trovare la stampa del programma di visita curato nei minimi particolari. Insomma, il lodge è da non perdere e soprattutto, se si decide di dedicare più di un giorno a Yosemite, varrebbe la pena non solo dormirci ma anche passarci un pò di ore alla luce del giorno.E' mattina presto e dopo la favolosa colazione di Denise, ci dirigiamo verso l'ingresso Big Oak Flat Entrance e dopo mezz'ora d'auto in mezzo ai boschi arriviamo all'ingresso di Yosemite che, attenzione, si pronuncia così com'è scritto con la 'e' finale prolungata. Esibiamo il nostro National Parks Pass al ranger ed entriamo. Questo pass costa $50 e la sua validità è di un anno dal suo primo utilizzo. Il pass permette l'ingresso a tutti i National Parks e tipicamente è valido per l'auto ed i suoi passaggeri. Il pass inoltre è nominativo e ad ogni ingresso i ranger chiedono un documento (Identification Document che abbreviano con I.D.) per la verifica. La temperatura è abbastanza calda e decidiamo come prima escursione la visita alle sequoie giganti (Giant Sequoia). Ma ancor prima di arrivare all'inizio del sentiero, il parco ci regala subito una grossa emozione: a pochi metri dalla strada, un cucciolo di orso passeggia nel bosco e si lascia fotografare per nulla intimidito dalla folla che via via aumenta. Il percorso per arrivare alle sequoie richiede un'ora e mezzo (andata e ritorno) ed è piacevole e non più di tanto faticoso. Le sequoie sono incredibilmente alte ed imponenti e per chi non le ha mai viste sono sicuramente da non perdere. Riprendiamo l'auto e facciamo un bel tratto di strada piena di scorci incantevoli, fino ad arrivare al mastodontico El Capitan il monilite in granito più grande al mondo. Di fronte ci sono le Bridal Veil Falls una cascata di appena 700 metri che di solito in estate non è molto rigogliosa ma quest'anno le abbondanti piogge ci hanno permesso comunque di vedere uno spettacolo indimenticabile. Come consigliato da Denise, lasciamo l'auto e ci avviciniamo a piedi fino ad arrivare ad una distesa di massi che per chi a voglia di avventura possono essere scalati fino ad arrivare sempre più vicini alla cascata. La prudenza è d'obbligo a causa della scivolisità dei massi. A fine scalata siamo abbastanza stremati e soprattutto affamati e decidiamo allora di raggiungere lo Yosemite Village per uno spuntino. E qui vediamo persone che fanno rafting nel fiume e già iniziamo a capire che nonostante i 17 giorni programmati per questa vacanza, torneremo con il rimpianto di non aver avuto tempo per fare tante cose. Pranziamo circondati da scoiattoli e picchi, dopodichè decidiamo di arrivare al Glacier Point un punto di vista panoramico che domina gran parte di Yosemite. Dopo un pò che siamo in viaggio, guardando bene la cartina, ci rendiamo conto che il viewpoint non è proprio dietro l'angolo e che soprattutto la strada ci riporterebbe all'ingresso del parco. Allora decidiamo di mollare e di immergerci nella natura. Al primo fiume che incrociamo vediamo un bel pò di auto parcheggiate e la cosa ci insospettisce. Ci fermiamo anche noi e scopriamo un angolo di paradiso: il fiume di acqua cristallina è alto poco più di mezzo metro, e bagnandosi un pò i pantaloni si arriva ad un isolotto di ghiaia al centro del fiume. E qui abbiamo passato un'ora da sogno ad ammirare distesi le montagne di granito che cadono a picco con il piacevole rumore dell'acqua che ci circonda.
Io sarei rimasto ancora, ma ci tocca arrivare all'uscita opposta del parco, e soprattutto fare la tanto temuta Tioga Road. Questa strada taglia in due il parco da ovest verso est, e su questo lato raggiunge il Tioga Pass a 3000 metri. La strada è chiusa per neve d'inverno, d'autunno e in primavera bisogna accertarsi che sia aperta al traffico. Ma d'estate è una strada incantevole e per nulla impegnativa. Incontriamo lunghe praterie con qualche cervo a pascolare, distese di pietra grigia levigata e laghi mozzafiato. Superiamo il Tioga Pass e iniziamo a scendere in direzione del Mono Lake verso Lee Vining dove abbiamo prenotato il Best Western Lake View Lodge. L'albergo non è nulla di particolare, ma considerando che ci arriviamo a fine serata e abbastanza esausti, apprezziamo il fatto che è praticamente di strada e facilmente raggiungibile. Ma poco prima di raggiungere Lee Vining, ci fermiamo per cena al Tioga Gas Mart, una stazione di servizio all'incrocio della Highway 120 con la 395 indicata anche dalla Lonely Planet. Mangiamo un'ottima bistecca con big potato seduti nel patio da cui si gode una bella vista del Mono Lake. Se si riesce ad arrivare un pò prima del tramonto la vista del lago è molto piacevole.

















